Una generazione di talenti in continuo movimento nel Life Science

23/01/2019



In Italia il settore Life Science - che include l’industria farmaceutica, quella biotecnologica, quella della produzione di dispositivi biomedici e i servizi sanitari - rappresenta uno degli ambiti di punta, che in questi anni non ha sentito la crisi e ha contribuito significativamente allo sviluppo economico nazionale.

Ed è proprio alle Life Science che Kelly Services, leader mondiale nella consulenza per le risorse umane, che offre su scala globale servizi di outsourcing, HR, somministrazione e full-time placement, ha dedicato la sua ultima ricerca dal titolo “Talenti nel settore Life Science 2018”. La survey, condotta in 7 Paesi europei (Italia, Francia, Svizzera, Regno Unito, Irlanda, Germania e Olanda), mette in luce i desideri e le aspettative di oltre 1.400 professionisti del settore.

Uno dei primi dati che emerge dall’indagine è sicuramente quello legato alla tipologia contrattuale: nonostante un quarto della forza lavoro Europea sia assunta a tempo indeterminato, le Life Science rimangono un settore con un livello di lavoratori occasionali più alto della media. Tra gli intervistati nel nostro Paese, sono il 67% i lavoratori impiegati con un contratto diverso da quello a tempo indeterminato (somministrati, ad interim, freelance etc.)

Questo non rappresenta, però, un problema: il 24% degli intervistati sottolinea come un contratto a termine conceda una maggiore libertà di fare progetti nella vita privata, il 17% lo vede come un’opportunità di ampliare le proprie conoscenze/esperienze, mentre il 14% ne mette in luce la flessibilità, intesa come occasione per cambiare spesso ruolo e posto di lavoro.

La voglia di intraprendere una “carriera” sempre nuova è una caratteristica distintiva dei professionisti Life Science, soprattutto nel nostro Paese, dove il 57% ha dichiarato di essere alla costante ricerca di un nuovo impiego. Il desiderio di migliorare la propria posizione lavorativa, conquistando ruoli e mansioni sempre più stimolanti, viene confermato anche dalla propensione al trasferimento. A livello europeo la media si attesta intorno al 56%, mentre i nostri connazionali affermano di aver cambiato casa per svolgere le proprie mansioni o per accettare un nuovo impiego nel 53% dei casi. Di questi, solo il 12% ha valicato i confini trasferendosi all’estero. 

Nel settore, la tecnologia e l’innovazione vengono considerate delle importantissime opportunità e non degli ostacoli. Basti pensare che la grande maggioranza (72%) degli intervistati a livello europeo è consapevole che, nei prossimi cinque anni, il proprio ruolo andrà incontro a una progressiva automatizzazione e vede questa evoluzione come un’occasione per ottimizzare i propri risultati tramite tecnologie sempre più innovative. 

Per saperne di più sulle opportunità di carriera nel Life Science e per candidarti alle numerose aziende, partecipa il prossimo 26 marzo a Milano al Bio Pharma Day.

SHARE