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Trovare lavoro in tempo di crisi

Intervista a Paolo Citterio
Presidente Associazione Direttori Risorse Umane


A cura di: Chiara Benzoni
Psicologa
c.benzoni@jobadvisor.it


Il passaggio dall'università al mondo del lavoro è sempre un momento importante e delicato nella vita di un giovane, e deve essere vissuto con entusiasmo e fiducia in se stessi. Chi si affaccia oggi per la prima volta al mondo del lavoro deve però affrontare un periodo economico delicato, che richiede una maggiore tenacia e determinazione, forte motivazione e obiettivi professionali chiari e definiti.

Ma che ripercussioni avrà concretamente la crisi economica attuale sulla situazione dei neolaureati che cercano di entrare nel mercato del lavoro proprio ora? Come bisogna comportarsi per fronteggiare al meglio questa situazione? Quali settori e quali figure professionali risentiranno meno della crisi?

Lo abbiamo chiesto a Paolo Citterio, fondatore e Presidente di G.I.D.P./H.R.D.A. (Gruppo Intersettoriale Direttori del Personale/Human Resources Directors Association), Associazione che riunisce più di 2.200 Direttori e Dirigenti delle Risorse Umane delle maggiori realtà imprenditoriali italiane. Citterio vanta quarant’anni di esperienza come Direttore del Personale in aziende quali Breda Siderurgica, Aeg Telefunken, Ingersoll Rand Italiana, Boheler, Finsider, Cifa, Techint - per 23 anni -, Bureau Veritas.

Dal Suo osservatorio, che percezione ha di questo momento di crisi economica?
Come associazione di Direttori Risorse Umane delle medio-grandi imprese, cioè di quelle che hanno più di 250 dipendenti e che in Italia l’Istat stima essere 3.542, noi abbiamo come Network 2.250 colleghi. A questi direttori abbiamo chiesto recentemente quali fossero i problemi occupazionali e come andasse il recruiting loro affidato. Lo scenario emerso è preoccupante ma non disastroso, almeno a livello occupazionale,  perché ben il 25% delle aziende interpellate hanno confermato il budget di assunzioni anche in questo difficile momento! Per venire alle aziende che assumono ancora, voglio soffermarmi sulla tipologia di queste ultime. Sono aziende grandi e piccole: le prime sono nell’area energetica (luce, gas, petrolio,impiantistiche, ecc), che da sempre vengono identificate come acicliche. Le capofila sono Eni, Enel, Edison, Saipe, Snam Progetti, Tecnimont, Actelios, A2A, Cogeme, Gas Plus,ecc. Le seconde sono aziende meccaniche di precisione, che hanno un vasto mercato internazionale, ed aziende del "Pharma", sia italiane (midicono di Recordati e di Zambon) che estere.

Quali prevede possano essere le conseguenze sull’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro?
I giovani che hanno scelto lauree tecniche - parlo, in ordine di priorità occupazionale, di ingegneria meccanica, gestionale, chimica, chimica industriale, fisica, farmacia, statistica, economia aziendale ed anche lauree più classiche, come giurisprudenza - il posto lo trovano nel periodo di 3/6 mesi dal conseguimento della laurea. A maggior ragione se conoscono perfettamente l’inglese, e magari la lingua madre della multinazionale, che ama avere al proprio interno giovani che parlino anche, - dico “anche”-, la lingua del gruppo. Ottimo anche aver frequentato un Erasmus oppure passato sei mesi di liceo all’estero, e magari aver maturato qualche breve esperienza di lavoro durante il quinquennio di studi universitari.

Per le lauree umanistiche la partita non è persa, infatti una buona dose di cultura fa sempre piacere all’azienda. Ma questa, per utilizzarle al meglio, vorrebbe percepire uno spiccato interesse per i temi delle imprese, che mai questi laureati hanno affrontato nel corso della loro vita di studi per ovvi motivi. Allora forse un master in Risorse umane, in marketing, in discipline generali giuridiche, logistiche, ecc. potrebbe dare loro un qualcosa in più rispetto agli altri. I master di questo tipo, sia serali che diurni, durano generalmente sei mesi e costano intorno ai 4.000/8.000 euro. Per spendere bene questi sudati risparmi dei giovani o delle loro famiglie però mi informerei molto approfonditamente, prima di iscrivermi, sulle possibilità di impiego che hanno avuto altri discenti prima di noi. Mi piacerebbe inoltre, al di là della privacy, avere anche qualche contatto con coloro che hanno trovato impiego per capire la validità del master da frequentare. Riamane per le lauree umanistiche la possibilità di essere inseriti nel “pubblico”. Non si rischia la cassa integrazione nè il licenziamento, si hanno incrementi biennali dati dall’anzianità e dal rinnovo contrattuale, però il merito? e la difficoltà e la lungaggine dei concorsi? e le lauree conseguite con punteggio elevato nelle università più scadenti, rispetto alle votazioni dei migliori atenei, più severi, non consentono nei concorsi una giusta parità! Comunque chi si sente portato per l’insegnamento ed ha famiglia abbiente può prefiggersi un futuro da docente, attendendo qualche anno e sperando che la passione per l’insegnamento ed un maggior tempo libero mitighi la delusione per la scarsa retribuzione.


 
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