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Il portale www.giovaneimpresa.it, nato su iniziativa del Dipartimento della Gioventù e finanziato attraverso il Fondo delle Politiche Giovanili, ha l’obiettivo di diffondere, consolidare e sviluppare la cultura d’impresa tra i giovani, presupposto indispensabile per incentivare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e creare nuove opportunità di lavoro.


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Mobilità Internazionale: istruzioni per l'uso



Un’esperienza di lavoro all’estero acquista oggi sempre più valore e può tradursi in numerosi benefici nel processo di crescita personale e professionale dell’individuo: uno stipendio più alto, l’acquisizione di nuove competenze, una maggiore apertura mentale, l’abilità nel muoversi con disinvoltura in contesti multiculturali, oltreché la raccolta di maggiori elementi per orientare le proprie scelte professionali future.

I giovani che scelgono di compiere esperienze professionali all’estero, rafforzando le proprie competenze e conoscenze, aumentano la probabilità di trovare occupazioni di livello elevato. Una indagine Isfol realizzata in occasione dell’Anno europeo della mobilità professionale conferma, anche per bocca di cinque importanti imprenditori e managers di aziende italiane nel mondo, che la mobilità rappresenta oggi una vera e propria opportunità. Da parte di tutti i testimonial emerge un grosso interesse nei confronti di giovani che hanno già lavorato all’interno di realtà straniere, in quanto portatori di una cultura più ampia, capacità di relazione con la clientela internazionale e conoscenza delle regole dei diversi mercati. Al di là delle competenze tecniche, le cinque aziende concordano nel valutare altrettanto importanti abilità sociali quali la flessibilità, l’adattabilità e la disponibilità ad apprendere, qualità che si apprendono solitamente in esperienze professionali all’estero. Dunque, non solo le esperienze professionali internazionali sono vantaggiose per l’individuo che le vive, ma la richiesta di profili di questo tipo è sensibilmente in aumento.

Le politiche europee per l’occupazione hanno riconosciuto la mobilità geografica professionale come un fattore essenziale nel contesto dei mercati del lavoro in rapida trasformazione.Nonostante ciò, fino al 2004 la mobilità professionale europea non ha mai superato l’1.5%, e con l’allargamento dell’Unione Europea nel 2004, si è arrivati al 2% dei cittadini europei che vivono e lavorano in uno stato diverso da quello di origine, mentre il 4% ha già lavorato in passato in un paese europeo e il 3% in un paese extraeuropeo. L’Italia occupa le ultime posizioni nella classifica della mobilità professionale, con percentuali minime, e anche analizzando la presenza di professionisti espatriati nelle multinazionali europee, emerge che gli italiani sono circa un decimo di quelli inglesi o francesi. La ridotta mobilità professionale internazionale degli italiani ha inoltre conseguenze sulla competitività delle aziende italiane, le cui prassi e le cui competenze rimangono sempre le stesse, poco aperte al confronto. Tale situazione è imputabile a diversi fattori: la coesione del network amicale e famigliare funge spesso da deterrente per la partenza e il canale migliore per fare esperienze all’estero - le aziende multinazionali con organizzazione internazionale, che prevedono percorsi di crescita interna transnazionale - non abbondano nel nostro Paese!


 
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